Sei rookies in griglia: la Formula 1 non è mai stata così giovane

Giorgio Ferro
Pubblicato il 4 novembre 2025, 15:30
Hadjar, il francese che convince
E gli altri? Beh, a noi è piaciuto molto Hadjar che in qualifica è stato un po’ meno veloce di Kimi – ma è ovvio che la Mercedes dà un aiuto più sostanzioso che non la Racing Bulls, che sembra perdipiù in leggero calo in questo finale di campionato. Poi però in gara il francese è stato un po’ più consistente di Kimi, seppure sulla stagione intera non si evidenzi quel trend migliorativo di cui parlavamo prima per l’italiano. Ha iniziato con un pianto dopo essere andato a muro in Australia, ma poi ha snocciolato prestazioni costantemente buone con l’exploit del podio a Zandvoort. Insomma, Hadjar c’è ed è pronto per salire su una Red Bull, anche se avendo al fianco il “tritacarne Max” non sarà una passeggiata…
Bearman, crescita da manuale
E arriviamo a parlare di Oliver Bearman che, gara dopo gara, sta facendo sempre meglio, soprattutto in qualifica. Nei primi 10 Gp, Ollie non ha passato la Q1 nel 60% dei casi, nei secondi 10 Gp gli è capitato una volta sola. E se confrontiamo le sue performance con quelle del suo compagno di squadra, notiamo che i due decimi medi che prendeva da Ocon a inizio campionato si sono mediamente trasformati in circa quattro di vantaggio. Va detto che Bearman ha fatto un gran bel passo avanti anche alla domenica raccogliendo punti mondiali nelle ultime tre gare, con l’exploit del recente quarto posto in Messico. Insomma, un prospetto che sta migliorando a vista d’occhio.
Bortoleto, promesse e qualche passo falso
Altro pilota che ha mostrato un deciso miglioramento delle sue performance durante l’anno è Gabriel Bortoleto. Però va osservato che in qualifica – mentre nei circuiti europei il pilota brasiliano è stato costantemente davanti al suo compagno Hulkenberg di un paio di decimi abbondanti – nelle ultime tre occasioni è rimasto parecchio indietro (mediamente più di sei decimi sul giro). I prossimi quattro Gp ci diranno se il giudizio su Bortoleto va un po’ ridimensionato oppure se si è trattato solo di un calo temporaneo.
Lawson e Colapinto, luci e ombre
Chiudiamo la nostra analisi sul rendimento dei rookies con Colapinto e Lawson. Quest’ultimo è il più “esperto” del gruppetto, avendo già affrontato ben 11 Gp prima di questa stagione. Come ricorderete, il neozelandese ha iniziato il 2025 come compagno di Verstappen per poi essere immediatamente retrocesso in Racing Bulls dopo appena due Gp. Se guardiamo le sue performance in qualifica, possiamo anche affermare che questa retrocessione gli ha fatto solo bene, facendolo guidare una vettura ben più guidabile della RB21. Rimane comunque da evidenziare un insieme di performance piuttosto altalenanti con qualche picco interessante (vedi la seconda fila conquistata a Baku) ed un calo abbastanza pronunciato in questo finale di stagione. In sintesi, a inizio anno Lawson è stato trattato onestamente un po’ male da Helmut Marko & c., ma sta dimostrando di poter stare in questo mondo. Anche se, diciamolo, non sembra avere un talento eccelso…
Un altro pilota che, finora, non ha certo dimostrato grandi exploit è l’argentino Colapinto che – dopo l’esordio nel Mondiale 2024 con 9 Gp – è entrato in gioco a partire da Imola sostituendo Doohan sull’Alpine. Ecco, diciamo che la vettura non gli sta dando una grossa mano a tirarsi fuori dalle retrovie. È infatti quasi stabilmente l’ultimo dei rookies, anche se nella seconda parte del campionato si è costantemente avvicinato ai tempi del suo compagno di squadra Gasly. È inoltre l’unico che evidenzia un trend prestazionale globalmente negativo sull’anno, mostrando di essere probabilmente il più acerbo della nidiata che comunque, alla fine dei conti, non è male per nulla.



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